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IN PARTENZA I PORTE APERTE DEL COLLEGIO PIO X
Treviso, 17 ottobreLa scuola è ricominciata da poco più di un mese, ma per alunni e famiglie è già tempo di guardarsi attorno e prepararsi alle iscrizioni al prossimo anno scolastico. Proprio per promuovere l’orientamento sull’offerta formativa della scuola, il Collegio Pio X ricomincia con gli appuntamenti dei Porte Aperte, durante i quali sarà possibile conoscere le proposte educative e interagire con gli insegnanti.Due gli appuntamenti principali, che coinvolgeranno il Collegio di Borgo Cavour e la scuola paritaria Maria Bambina in via Terraglio. Il primo si terrà nel fine settimana del 25 e 26 ottobre, mentre il secondo è previsto per il 22 e 23 novembre.Nel dettaglio, sabato 25, al Pio X, l’appuntamento è dedicato all’orientamento per le scuole superiori, alle 14.30 e alle 16.30, mentre nella sede di Maria Bambina, alle 15, a quello per l’infanzia e la scuola primaria. Domenica 26, invece, sarà la volta della primaria e dell’infanzia della sede di Borgo Cavour, con appuntamento alle 15. Per la scelta della secondaria di primo grado, invece, l’incontro è alle 14.30 e alle 16.30.Sabato 22 novembre sono previsti gli incontri al Collegio per infanzia e primaria, alle 15 e per le scuole medie alle 14.30 e alle 16.30.Domenica 23, orientamento per la sede di Maria Bambina, infanzia e primaria, alle 15.Oltre a questi due fine settimana, sono in programma diversi incontri dedicati alle scuole superiori: il 12 novembre, 10 dicembre e 14 gennaio 2026, sempre alle ore 18.Un altro appuntamento dedicato all’infanzia, in entrambe le sedi, alle ore 15, si terrà il 24 gennaio 2026.Tra le novità attive dal prossimo anno scolastico per quanto riguarda gli indirizzi Musa (indirizzo musicale e artistico), Attivamente (informatica, robotica e scienze applicate) e English plus della primaria e secondaria di primo grado, nella quale si aggiunge anche l’indirizzo bilingue English premium++, c’è la volontà di potenziare la lingua inglese, le cui ore aumentano in tutti i percorsi.Per quanto riguarda le scuole superiori, il Collegio Pio X offre un’ampia e articolata proposta formativa che comprende tre Licei, un Istituto Tecnico AFM e la scuola Interational. I percorsi liceali includono il Liceo Classico (Ordinamento, con introduzione di materie quali Diritto ed Economia, Attualità e Geopolitica e possibile potenziamento Biomedico), il Liceo Scientifico (di Ordinamento e delle Scienze Applicate, con introduzione di Digital Lab, Intelligenza Artificiale & Robotica), il Liceo Linguistico Europeo (con indirizzi Moderno, Giuridico-Economico e Artistico-Letterario) e il Pio X International High School, che propone un percorso quadriennale interamente in lingua inglese, con diploma riconosciuto a livello internazionale. Completa l’offerta l’Istituto Tecnico Economico a indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing (integrazione di Scienze Umane e Business English), un percorso che unisce solide competenze economiche e gestionali a una visione moderna dell’impresa e dei mercati globali.Per prenotare l’incontro è necessario andare sul sito porteapertepiox.it e cliccare sul banner “Iscriviti ora”. Selezionando da un menù a tendina la scuola e il percorso formativo a cui si è interessati, compariranno data e ora dell’incontro. Basterà, a quel punto, lasciare nome, cognome e e-mail, per completare l’iscrizione. All’interno del portale, inoltre, è possibile trovare materiale esplicativo, video e approfondimenti sull’offerta educativa della scuola. -

Da Utenti a Pionieri: Padroneggiare l’Intelligenza Artificiale Generativa per un Apprendimento Consapevole.

Il 20 ottobre partirà ufficialmente il Project Work “AI generativa a scuola & a lavoro”.
Approfittando della presenza del prof. Roberto Castaldo, che darà avvio ai lavori del PW, abbiamo organizzato una Lectio Magistralis mattutina, rivolta a tutte le classi del Triennio, dal titolo:
“Da Utenti a Pionieri: Padroneggiare l’Intelligenza Artificiale Generativa per un Apprendimento Consapevole.”
L’evento si svolgerà in Auditorium,
L’incontro offrirà agli studenti un’occasione formativa di alto profilo per riflettere sull’uso critico e strategico dell’intelligenza artificiale, comprendendone potenzialità, limiti e implicazioni etiche.
La lezione si articolerà in momenti di riflessione e sperimentazione interattiva, con l’obiettivo di guidare gli studenti verso un utilizzo consapevole e responsabile degli strumenti di AI, nel solco dei principi del Manifesto e del Codice Etico per l’AI Generativa a Scuola (ISIS Europa).
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Autumn leaves are failling down

L’autunno è entrato con i suoi colori e le sue scoperte anche nella Sezione Primavera della Scuola dell’Infanzia, presso la sede centrale del Collegio Pio X di Treviso.
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Mostra del Fumetto presso Fondazione Benetton
Si è conclusa l’attesa uscita didattica sul territorio per le classi 5a e 5b, che hanno visitato la Mostra del Fumetto allestita presso la Fondazione Benetton. Gli alunni e le alunne hanno potuto esplorare l’universo del fumetto, confermando che l’arte sequenziale è un meraviglioso strumento di apprendimento e creatività per tutti.
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“Essere educatori oggi”

Domenica 5 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale degli Insegnanti, conosciuta anche come World Teachers’ Day.
Si tratta di una ricorrenza globale, proclamata dall’Unesco nel 1994, in collaborazione con l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), l’Unicef e l’Education International, dedicata a riconoscere e valorizzare il lavoro fondamentale degli insegnanti in tutto il mondo.
In particolare commemora la firma della Raccomandazione ILO/UNESCO del 1966 sullo status degli insegnanti, un documento fondamentale che definisce diritti, doveri, formazione, condizioni di lavoro e standard professionali per gli insegnanti di tutto il mondo.
Tra i principali obiettivi di questa Giornata, il cui tema ufficiale quest’anno è “riconfigurare l’insegnamento come una professione collaborativa”, il valorizzare il ruolo degli insegnanti nella società, riflettere sulle sfide che affrontano quotidianamente, promuovere migliori condizioni di lavoro e formazione, ed evidenziare il bisogno di un’istruzione equa, inclusiva e di qualità.
Per coglierne al meglio l’essenza, Qdpnews.it è andata al Collegio vescovile Pio X di Treviso per sentire dalla viva voce di due insegnanti, con età ed esperienze diverse, come affrontano oggi il loro delicato ruolo di educatori. Accolti dal preside dell’Istituto superiore, il professor Francesco Mattia Cianci, abbiamo posto ai due docenti, il professor Andrea Motta, insegnante di Economia aziendale, e la professoressa Michela Minucci, insegnante di Lettere, tre domande. Eccole.
Qual è, nella scuola di oggi, il ruolo dell’insegnante come figura educativa?
A.M. “Da un po’ di anni mi piace definire il ruolo del docente come un ‘facilitatore’, perché al di là della questione puramente didattica, noi dobbiamo appunto suddividere le attività in base a quelle che sono le competenze che effettivamente vogliamo che i nostri studenti raggiungano. Perciò non è solo una questione di andare ad insegnare qualcosa, ma proprio anche di personalizzare tutta la didattica in base alle singole esigenze. Al di là di questo, ovviamente, ci sono anche tutte le questioni legate alle problematiche che i vari studenti possono avere su un piano personale, perciò dobbiamo ascoltare e diciamo che la password di questa nostra attività, di questo nostro ruolo, è proprio l’abilità di ascoltare”.
M.M. “La domanda è complessa e interpretare questo ruolo è molto complesso, perché non è più sufficiente quello che magari poteva andare bene fino a qualche anno fa, cioè essere competenti nella propria disciplina e quindi avere dei contenuti da trasmettere e da condividere. È diventato sempre più importante mettersi in gioco come persone, quindi andare oltre la ‘linea di cattedra’ e questo senza perdere autorevolezza, perché i ragazzi hanno comunque bisogno di un punto di riferimento forte che da un lato li rassicuri, dall’altro però anche li tenga, adesso uso questa espressione, ‘sotto controllo’, nel senso che da parte loro è una sfida continua. Provocano e paradossalmente tenendo conto che il mio lavoro dovrebbe essere quello di trasmettere anche nozioni e conoscenze, loro a volte sono meno interessati a questo aspetto del mio lavoro. Poi è anche vero che se riesco a farlo bene, cioè se riesco a trasmettere cose in modo interessante, vedo che in loro si accende anche la luce negli occhi della curiosità”.
Nel rapporto quotidiano con gli studenti, cosa vi gratifica di più e vi fa dire “ho fatto un buon lavoro”?
A.M. “La cosa migliore è proprio vederli crescere, vedere dunque una loro evoluzione su un piano non solo puramente basato sui voti o sulle performance, ma è proprio la loro crescita personale, vedere la loro curiosità che emerge piano piano, lezione dopo lezione e, più in generale, osservare come, soprattutto qui alle superiori, partono che sono di fatto dei bambini, dei ragazzini, e poi diventano degli adulti consapevoli e in grado anche di prendere delle decisioni importanti per la loro vita”.
M.M. “E’ il vedere che la difficoltà dell’approccio iniziale viene poi superata dal piacere di scoprire che l’insegnante ha qualcosa di interessante per loro da dire, da fare. E quindi, quando vedo la luce negli occhi, quando sento il silenzio, che non è il silenzio di chi ha paura che io mi arrabbi se non stanno zitti, perché non alzo mai la voce, e infine vedo che hanno scoperto qualcosa che prima non sapevano e mi guardano come dire, ‘beh questa è una cosa che ci piace’, allora quella è una bella soddisfazione”.
Capitolo tecnologia: sappiamo che cellulari e social hanno molto ridotto la soglia di attenzione dei giovani. Qual è il vostro orientamento su questo, anche alla luce delle recenti disposizioni ministeriali?
A.M. “Noi sicuramente abbiamo dovuto rivoluzionare la didattica, adattandoci di fatto a questa soglia dell’attenzione che effettivamente è più ridotta rispetto alle generazioni precedenti. La soluzione però non è di sicuro andare a bandire tutti gli strumenti tecnologici, perché questi ultimi di fatto saranno il loro futuro anche all’interno del mondo lavorativo, perciò dovranno essere in grado di saperli gestire. Dunque il ruolo fondamentale che abbiamo noi, come scuola, è quello di far capire che dovranno utilizzare la tecnologia come uno strumento appunto e dunque non essere passivi davanti a social piuttosto che pc e intelligenza artificiale, ma dovranno guidare l’intelligenza artificiale e utilizzarla a proprio vantaggio”.
M.M. “Io che insegno ormai da diversi anni, molti vero, non posso certo dire di non aver notato che questo è un problema che sta crescendo in maniera davvero preoccupante, nel senso che la capacità di concentrazione da parte loro è sempre meno. Questo ci impegna anche sul fronte del trasmettere contenuti, facendo tante pause. Non possiamo più pretendere di fare la lezione di tre quarti d’ora e che la loro attenzione resti costante per un arco così lungo di tempo, quindi bisogna anche proprio rivedere la modalità di lezione. Detto questo poi, sempre l’aspetto tecnologia impegna anche noi, impegna anche me soprattutto, che non appartengo a quella generazione che è nata con i dispositivi tecnologici fra le mani. Io ho dovuto imparare a usare un computer, a usare un iPhone, a usare una casella di posta o una classroom. Quindi bisogna sempre aggiornarsi e stare al passo, imparare con loro. Ma almeno questo mi impedisce di annoiarmi”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza) -

Preghiamo per la Pace nel Mondo

Durante la Santa Messa di oggi, martedì 7 ottobre, abbiamo pregato in modo particolare per la Pace nel Mondo e per tutti i Popoli che vivono momenti di sofferenza e difficoltà.

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PREMIO LA FONTE NEW CENTURY 2025
Treviso, 3 ottobreUnire generazioni ed esperienze diverse, provando a portare un segno e un esempio agli studenti che oggi calpestano i corridoi del Collegio Pio X, grazie agli ex studenti che per il loro percorso professionale e personale, possono tracciare una strada. Una strada di successo, nel senso di imparare a “far succedere le cose”, di adoperarsi per costruire il proprio futuro passo dopo passo, come ha sottolineato Daniela Archiutti, una dei tre fratelli premiati con il riconoscimento del Premio La Fonte New Century 2025.Sono, infatti, tre fratelli, gli ex allievi del Collegio Vescovile Pio X che, venerdì 3 ottobre, hanno ricevuto il premio La Fonte New Century 2025, per essersi distinti nella vita professionale in coerenza con gli insegnamenti ricevuti. Si tratta di Daniela, Dionisio e Denise Archiutti, che con il padre Giacomo (Carlo) Archiutti, gestiscono l’azienda di famiglia, Veneta Cucine, con oltre 50 anni di storia, che si è trasformata nel tempo da realtà locale a gruppo di livello internazionale, diventando la più grande piattaforma italiana di mobili per cucina.A dare il benvenuto agli ospiti, durante la mattinata nell’auditorium della scuola, il rettore, mons. Lucio Bonomo e la direttrice didattica, Laura Catella.Hanno ricevuto il premio davanti a numerose autorità civili e religiose, a partire dal vescovo, mons. Michele Tomasi, dal vicario generale della Diocesi, mons. Mauro Motterlini, e poi il sindaco di Treviso, Mario Conte, l’ex sindaco Giovanni Manildo e il presidente della Provincia Stefano Marcon. Presenti in auditorium, inoltre, gli studenti del triennio delle superiori della scuola, cui questa giornata è dedicata.I tre fratelli vengono in contatto con il Collegio in momenti diversi delle loro vite, chi dalle elementari, chi alle scuole superiori. Anche in seguito, prenderanno strade diverse, sceglieranno specializzazioni differenti per la loro formazione, ma sarà proprio con la loro diversità e unicità che ognuno di loro contribuirà a far crescere l’azienda si famiglia.Ed è questa, infatti, la motivazione del premio, poiché “con talenti diversi e spirito di condivisione hanno trasformato le loro unicità in risorsa comune, testimoniando l’importanza della famiglia come forza che unisce e genera futuro”.“Ci insegnano – ha voluto sottolineare in conclusione la direttrice didattica, Laura Catella – a valorizzare ciò che ciascuno ha di originale e irripetibile”.Una menzione speciale, invece, è andata a mons. Giuseppe Rizzo, rettore del Collegio dal 1976 al 1987. Classe 1939, il sacerdote ha trascorso buona parte del suo servizio accanto ai giovani, spendendosi per la loro educazione come insegnante, assistente scout e, a Roma, come direttore dell’Ufficio nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università e direttore del Centro universitario cattolico.Il riconoscimento gli viene consegnato per “il lungo e fecondo ministero sacerdotale, vissuto con passione educativa, fedeltà alla Chiesa e dedizione instancabile alle giovani generazioni, alla scuola e alla comunità ecclesiale, in diocesi e a livello nazionale”. Nonostante la vita piena, ha voluto ribadire il rettore, mons. Bonomo “il Collegio Pio X non è mai uscito dal cuore di mons. Rizzo”.Nel suo intervento, Daniela Archiutti, a nome dei tre fratelli, ha voluto ringraziare i propri genitori, Giacomo (Carlo) e Vittoria Archiutti, e poi il Collegio, teatro delle prime vittorie e sconfitte, luogo in cui crescere attorniati da “una forte dose di umanità e fiducia reciproca”.Mons. Rizzo è tornato con la memoria agli anni del suo rettorato, che ha lanciato un monito a prendersi cura della scuola: “La scuola è stata impugnata come una bandiera da tutti. Ma non tutti hanno compreso la sua natura intoccabile e sacra. La scuola è una sfida quotidiana, lo sanno bene coloro che insegnano e coloro che apprendono. È una profezia del futuro”. Una scuola che deve essere argine ai tanti deserti che incombono, essendo “continuità e discontinuità. Tradizione e invenzione. Rigore e fantasia. Umiltà e coraggio. Inizio e compimento”.Il Vescovo Tomasi, intervenuto alla cerimonia, ha ringraziato i premiati e li ha invitati a continuare a costruire una scuola nella quale “ci si allena alla difficile arte del dialogo e della convivenza, perché al di fuori di questo non c’è nulla, al di fuori di questo c’è uno stato terribile di guerra, di disumanità, di dolore, di prevaricazione, di arroganza, che sembra essere l’unica cifra di questo nostro mondo”. Un impegno alla pace che si costruisce proprio a partire dalla scuola “dalla qualità dello studio, dalla qualità della collaborazione dei docenti tra di loro e di tutte le componenti di questa scuola che le permettono di essere una vera eccellenza”.Il sindaco Conte, invece, si è rivolto direttamente agli studenti con un appello a “fare attenzione al percorso che porta ai risultati, più che ai risultati in sé”. Poi, l’invito al mondo degli adulti a dare fiducia ai ragazzi, che sono il presente, più che il futuro e che, se “messi di fronte alle loro responsabilità, non tradiranno le aspettative”.Le targhe consegnate ai premiati sono state realizzate dal maestro argentiere Alberto Schiavon e rappresentano la fontana presente nel cortile interno del Collegio Pio X.Al termine della cerimonia sono stati consegnati i riconoscimenti al merito agli studenti della scuola per l’anno scolastico 2025-2026, assegnati grazie al sostegno di 21 Invest, Targatelematics, Banca Mediolanum, Nonno Nanni, Heads – The communication network, Regalgrid Europe srl, Tecnica group spa, Guain costruzioni e restauri, PFgroup e Bassetto & c.Manuela MazzariolUfficio stampaO. M. C. – Collegio Vescovile Pio X340 6601327 -

PREMIO LA FONTE NEW CENTURY 2025

Treviso, 1 ottobre
Sono tre fratelli, gli ex allievi del Collegio Vescovile Pio X che, venerdì 3 ottobre, riceveranno il premio La Fonte New Century 2025, per essersi distinti nella vita professionale in coerenza con gli insegnamenti ricevuti. Si tratta diDaniela, Dionisio e Denise Archiutti, che con il padre Giacomo (Carlo) Archiutti, gestiscono l’azienda di famiglia,Veneta Cucine, con oltre 50 anni di storia, che si è trasformata nel tempo da realtà locale a gruppo di livello internazionale, diventando la più grande piattaforma italiana di mobili per cucina.
I tre fratelli vengono in contatto con il Collegio in momenti diversi delle loro vite, chi dalle elementari, chi alle scuole superiori. Anche in seguito, prenderanno strade diverse, sceglieranno specializzazioni differenti per la loro formazione, ma sarà proprio con la loro diversità e unicità che ognuno di loro contribuirà a far crescere l’azienda si famiglia.
Ed è questa, infatti, la motivazione del premio, poiché “con talenti diversi e spirito di condivisione hanno trasformato le loro unicità in risorsa comune, testimoniando l’importanza della famiglia come forza che unisce e genera futuro”.
Una menzione speciale, invece, andrà a mons. Giuseppe Rizzo, rettore del Collegio dal 1976 al 1987. Classe 1939, il sacerdote ha trascorso buona parte del suo servizio accanto ai giovani, spendendosi per la loro educazione come insegnante, assistente scout e, a Roma, come direttore dell’Ufficio nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università e direttore del Centro universitario cattolico.
Il riconoscimento gli viene consegnato per “il lungo e fecondo ministero sacerdotale, vissuto con passione educativa, fedeltà alla Chiesa e dedizione instancabile alle giovani generazioni, alla scuola e alla comunità ecclesiale, in diocesi e a livello nazionale”.
La cerimonia avrà inizio alle 10.30 in auditorium. Dopo la consegna delle targhe e gli interventi dei premiati, saranno consegnati i riconoscimenti al merito agli studenti della scuola per l’anno scolastico 2025-2026, assegnate grazie al sostegno di diverse aziende del territorio.
Manuela Mazzariol
Ufficio stampa
- M. C. – Collegio Vescovile Pio X
340 6601327
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Le classi Musa alla Biennale tra arte, ambiente e futuro
Anche quest’anno le classi terze dell’indirizzo Musa non si sono perse la Biennale.Un viaggio tra architettura e consapevolezza nelle trasformazioni che il nostro pianeta sta affrontando, attingendo all’intelligenza artificiale e naturale per trovare risposte concrete al cambiamento climatico e all’urbanizzazione sostenibile.
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Le terze medie indirizzo Musa in visita al Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi

Un grande privilegio per le due classi Musa quello di aver visitato, guidati dal Padre Priore Ermanno, lo scrigno prezioso racchiuso nel brolo dei Carmelitani Scalzi di Venezia. Un magnifico orto che simboleggia le sette dimore del Castello interiore di Santa Teresa d’Avila. Un percorso botanico intriso di elementi simbolici che portano alla meditazione e alla conoscenza interiore.